25 marzo 2013

Chuck Palahniuk: Doomed, Beautiful You, Make Something Up


Mentre latita ancora una release in lingua italiana per Invisible Monsters Remix, Chuck Palahniuk annuncia dal suo sito ufficiale di aver scritto ben tre nuovi romanzi, che faranno la loro comparsa sugli scaffali delle librerie americane nel mese di Ottobre. Dei prossimi tre anni.
Nell’ordine:

Ottobre 2013 vedrà l’uscita di Doomed, il preannunciato sequel di Dannazione, di cui potete trovare la trama qui

Ottobre 2014 sarà la volta del romanzo Beautiful You: la trama non è ancora stata rivelata, ma dai primi indizi sul sito ufficiale dell’autore dovrebbe trattarsi di un thriller comico / erotico, un mix tra Cinquanta Sfumature di Grigio e Sex and the City mescolato al genere fantasy.

Ottobre 2015 farà la sua comparsa Make Something Up, una raccolta di racconti brevi – molti dei quali già apparsi sull’edizione americana di Playboy – come già La scimmia pensa, la scimmia fa e Portland Souvenir.
Presto nuovi aggiornamenti.

19 gennaio 2013

Ai Piani Bassi - Margaret Powell


Ai Piani Bassi è il libro di memorie di Margaret Powell, primogenita di una povera famiglia inglese ai primi del Novecento. Segnata da un destino che la accompagnerà per tutta la vita, Margaret comincia fin da piccola a cucinare, pulire e prendersi cura dei suoi fratelli, mentre i genitori sono a lavoro. A quindici anni abbandona suo malgrado la scuola ed il sogno di diventare un’ insegnante, per andare a lavorare come sguattera presso una ricca famiglia aristocratica. Da questo momento comincerà a passare da una famiglia all’altra, mostrando il cambiamento sociale dal suo punto di vista lungo l’arco di tutta la sua vita lavorativa a servizio dell’aristocrazia dagli anni ‘20 alla metà del secolo. L’autrice racconta di grandi case dove la servitù viveva relegata ai piani bassi delle case, i padroni erano ‘quelli di sopra’ ed i due gruppi sociali non venivano mai a contatto, se non tramite camerieri e bambinaie a cavallo di una labile linea di confine che li faceva sentire migliori di cuochi, giardinieri e donne delle pulizie. Nell’ universo determinato da questi tre gruppi sociali, Margaret racconta storie di vita passata in scantinati fatiscenti, dormendo in stanza umide tra insetti e vecchi mobili riciclati, muovendosi attraverso scale e porte destinate alla sola servitù per non incrociare mai i padroni di casa, evento ritenuto disdicevole e fonte di grosso imbarazzo.
 

08 dicembre 2012

Il Traghettatore - William Peter Blatty


Il Traghettatore è un tipico romanzo di fantasmi che ripropone i classici stilemi della letteratura e della cinematografia di genere. Non vi è un solo elemento che non sia già stato utilizzato e reso famoso altrove. L’atmosfera è sospesa e rende bene l’idea di mistero, i personaggi ben caratterizzati e la narrazione comprende quasi tutti gli elementi che ci si aspetta di trovare. Di contro, lo svolgimento della narrazione è gestito in modo maldestro, lasciando capire quasi subito la realtà che si cela dietro a tutte le argomentazioni e gli avvenimenti lasciati in sospeso (una su tutte, il nome della magione: Elsewhere, l’altrove…), tanto che quando viene rivelato il finale, non è affatto una sorpresa. I personaggi, stretti nelle loro colorate caratterizzazioni, sono macchiette in due dimensioni, ben differenziati tra loro ma incapaci di mutare e di sembrare reali. La protagonista, poi, ricorda fin troppo da vicino la donna risoluta e sboccata che è stata la madre della piccola Regan nel grande capolavoro di questo autore, L’esorcista, da cui è stato tratto il celebre film di William Friedkin. L’impressione è che l’autore abbia riunito sotto lo stesso tetto personaggi e situazioni classiche a lui care, con tanto di citazioni dirette di illustri predecessori –Shirley Jackson su tutti – per mettere in piedi una storia di fantasmi ambientata ai giorni nostri, che però non rivoluziona e non modernizza in alcun modo il genere, né riesce a renderlo accattivante o sorprendente. Ma forse non è mai stato questo l’intento dell’autore. Basti pensare alla scena di Joan e Terry che si abbracciano per la paura chiusa nella stanza da letto di lei, dopo che lui l’ha raggiunta dalla stanza comunicante.

28 ottobre 2012

The Possession – Ole Bornedal


L’esca principale di questo film è l’essere stato prodotto (e pubblicizzato) da Sam Raimi con la Ghost House Pictures, quando il regista è in realtà il danese Ole Bornedal, semisconosciuto in Italia senza lode né infamia (regista tra l’altro del buon thriller Nightwatch e produttore di Mimic). La trama principale di The Possession presenta un plot del tutto simile a Drag Me To Hell di Raimi, prodotto dalla stessa Ghost House Pictures: la famiglia felice medio borghese, l’irruzione di uno spirito maligno (ebreo qui, il Dybbuk, gitano nella pellicola di Raimi, con la vendicativa Lamya), una ragazza che viene posseduta e tormentata da visioni orripilanti e l’esorcismo finale per tentare di liberarla. Il problema è che The Possession si rivela essere solo una copia sbiadita di Drag me To Hell. Al di là della mancanza di quell’umorismo di fondo che contraddistingue le pellicole di Raimi (già a partire dal mitico capostipite Evil dead alias La Casa), il film risulta come un’occasione sprecata. Tanti spunti interessanti non vengono sfruttati a dovere, dando un’idea generale di un progetto non del tutto sviluppato e portato a compimento. La mancanza di una morale di fondo, inoltre, rende difficile l'identificazione dello spettatore, facendo affievolire la partecipazione emotiva. L'idea geniale di un film come Drag me To Hell stava nel riuscire a portare lo spettatore a condividere la scelta discutibile che la protagonista fa all'inizio, che si rivela poi catastrofica. La spinta emotiva in quel caso era data dalla tematica sociale della disoccupazione e dell'essere pronti a tutto pur di fare carriera. The Possession gioca invece sulla metafora del divorzio e delle difficoltà che questo porta ai membri della famiglia, ma senza che l'elemento orrorifico dipenda direttamente dai personaggi o dalla moralità delle loro azioni. Questo sminuisce parecchio il parallelo tra possessione diabolica e problemi dei figli causati dal divorzio, in quanto i due eventi non sono collegati in alcun modo.

21 ottobre 2012

Invisible Monsters Remix: Aggiornamenti



La data ufficiale di uscita per Invisible Monsters Remix tradotto in italiano non è ancora stata rilasciata, ma nel frattempo l’edizione inglese è arrivata nelle nostre librerie. Se vedete qualcuno che legge un libro saltando di continuo da una pagina all’altra, marcando ogni pagina con una matita e muovendo uno specchio lungo le pagine, è probabile che stia leggendo proprio questo libro. Remix è stato pubblicizzato come una ‘riedizione del romanzo originale, con nuovi elementi di design e la re-integrazione di parti originali tagliate al momento della prima edizione’. Ecco in cosa consistono davvero gli elementi di novità di questa edizione:

01 agosto 2012

Nuovo romanzo di Chuck Palahniuk: il seguito di Dannazione


Chuck l'aveva detto: Dannazione sarà il primo volume di una trilogia. E a quanto pare diceva sul serio. Mentre l’Italia sta ancora aspettando una data di uscita per l’ultimo romanzo Invisible Monsters Remix, rielaborazione in edizione rilegata del suo romanzo Invisible Monsters, Chuck ha affermato di essere al lavoro sul seguito di Dannazione, dal titolo provvisorio di Doomsday o Doomed (che si può tradurre con Il giorno del giudizio o Condannato). Chuck è così a buon punto da aver già rilasciato una sinossi sul suo sito ufficiale (seguono alcuni spoiler, anche per chi non ha ancora letto Dannazione): Madison è tornata sulla terra come fantasma, per tormentare i suoi genitori per un anno. In un flashback verrà rivelato come un gattino morto finito nello scarico abbia  intasato le tubature del Beverly Wilshire Hotel. Ma verrà anche mostrata la morte orribile di qualcuno provocata – a scopo di omicidio o di auto difesa? – proprio dalla stessa Madison all’età di dieci anni, motivo che sembra essere la causa della sua condanna all’inferno. Nel frattempo comincia anche la fine del mondo, mentre si delinea un piano centenario per allenare Madison a diventare la futura salvatrice di tutti gli spiriti. Con la speranza (N.d.A.) che anche i punti lasciati in sospeso nel primo volume vengano chiariti.

22 luglio 2012

Drive-In, la trilogia - Joe R. Lansdale


Einaudi ha appena pubblicato la trilogia del drive-in di Lansadale, che contiene in un unico volume (e al prezzo di un unico volume, il che non è male considerato l’attuale prezzo dei libri...) il romanzo considerato il capolavoro dell’autore, Il drive-In, più i due sequel (Il drive-In 2, La notte del drive-in 3 ), che vedono i protagonisti sopravvissuti proseguire il loro cammino alla ricerca della salvezza.

IL DRIVE-IN
Lansdale è un pazzo, folle visionario. Ed è senza dubbio un grande amante dei film dell’orrore. I suoi personaggi approdano nel più caratteristico dei drive-in texani, in occasione di una maratona horror che strizza l’occhio ad ogni appassionato: decorazioni di Halloween fuori stagione, ragazze in bikini e ragazzi in costume da mostro che corrono tra le auto, lattine di birra e megaschermi che trasmettono film fino all’alba (tra cui La Casa di Sam Raimi. N.d.A.). Ma nel bel mezzo della proiezione accade qualcosa di inaspettato che intrappola tutti i presenti nel drive-in, tagliandoli fuori dal mondo. Con il passare dei giorni le persone cominciano a perdere la loro umanità e a mostrare il loro lato animale, mentre la scarsità del cibo e la paura fomentano l’aggressività comune. La follia comincia a dilagare tra i presenti, tra risse, orge ed atti di cannibalismo. La fantasia dell’autore si scatena in una parabola allucinata sulla vera natura dell’uomo, dell’amicizia e dell’istinto di sopravvivenza: corpi trasformati da orribili mutazioni, divinità incarnate e omicidi splatter conducono il lettore in un incubo a metà tra il cinema di Cronenberg e il Carpenter de Il seme della follia. Icona delirante in questo scenario, il mostruoso Re del Pop Corn, la cui genesi simboleggia non solo l’emarginazione che la società moderna crea attraverso la discriminazione, ma anche il consumismo sfrenato attraverso il quale le masse vengono tenute sotto controllo (il buon vecchio panem et circenses, attuale come non mai). In sintesi, un grande romanzo pieno di inventiva ed originalità, in grado non solo di soddisfare gli amanti del genere, ma anche di aprire uno squarcio nella nostra routine quotidiana, per osservarla con il giusto distacco e trarne inaspettate conclusioni.

Una curiosità: il brano Tragic Kingdom dei No Doubt, dall’album Tragic Kingdom del 1995, sembra ispirarsi in toto al romanzo di Lansdale, forse in un velato omaggio. Di seguito un estratto del testo:

They pay homage to a king
Whose dreams are buried
In their minds
His tears are frozen stiff
Icicles drip from his eyes
Welcome to the tragic kingdom
Cornfields of popcorn
Have yet to spring open

Have they lost their heads
Or are they just all blind mice
We've heard all their stories
One too many times
Hypnotized by fireflies
That glow in the dark
Midgets that disguise themselves
As tiny little dwarves
The parade that's electrical
It serves no real purpose
Just takes up a lot of juice
Just to impress us