La Donna Perfetta è un meccanismo narrativo senza macchia, che parte
come una classica commedia leggera e si trasforma pian piano in qualcosa di inquietante,
in un crescendo che conduce ad un finale quasi horror. Il modo in cui il tono rosa
iniziale si tinge di giallo e poi sempre più di nero è magistrale, con
particolari che vengono scoperti a poco a poco all’interno di un intreccio ben
calibrato, mentre la protagonista scivola sempre più verso l’incubo. La storia
non è nuova: La Donna Perfetta era un
titolo ingiustamente fuori catalogo da molti anni, edito per la prima volta nel
1972, del quale sono stati realizzati ben due adattamenti cinematografici: La Fabbrica Delle Mogli nel 1975, titolo
che conserva ed arricchisce l’atmosfera thriller dell’originale letterario, ed
il più recente La Donna Perfetta,
commedia del 2004 riconvertita a divertissment
buonista con finale zuccheroso, in totale disaccordo con il romanzo. La storia
raccontata da Ira Levin potrebbe essere definita una commedia ‘sociale’ sulla ridefinizione
dei ruoli tra uomo e donna a ridosso degli anni ’70, occultata sotto ad un
tipico racconto di fantascienza: una donna scopre qualcosa di così assurdo e
terribile da sospettare di essere pazza, prima di rendersi conto suo malgrado
di avere ragione e di essere in grave pericolo.
