07 febbraio 2011

Damned - Il nuovo romanzo di Chuck Palahniuk

Finalmente ci siamo. Il 18 Ottobre uscirà negli Stati Uniti “Damned”, l’ultimo romanzo di Chuck Palahniuk. La copertina, stando al sito ufficiale di Palahniuk, dovrebbe essere quella americana, ma la possibilità di votare la propria preferenza sul sito stesso fa pensare che sia solo una bozza di prova per testare la reazione dei lettori. Stando alle poche anticipazioni date dall’autore durante un paio di interviste, “Damned” è la storia di una ragazzina di undici anni che si ritrova all’Inferno. Starà a lei scoprire perché si trova lì, come è morta, se e come è possibile creare una petizione per andare in Paradiso e nel frattempo farsi anche degli amici. Chiunque conosca lo stile crudo e dissacrante di Palahniuk non può che sfregarsi le zampette davanti ad una trama del genere, benché i suoi ultimi lavori (leggi: Gang Bang, Pigmeo e Senza Veli) siano stati un po’ deludenti o quantomeno scontati. “Gang Bang” sembrava scritto ad uso e consumo di quella fascia di suoi lettori aficionados dell’amore di Chuck per le situazioni spinte e scabrose in modo quasi decadente.

“Pigmeo” affrontava una tematica molto sentita dagli americani, quale la presenza di kamikazee stranieri che si fingono integrati nel tessuto sociale per compiere atti terroristici. Superando quindi lo stile narrativo a dir poco ermetico (ma forse “incomprensibile” rende meglio l’idea), si può dire che la storia fosse interessante, quantomeno per chi convive con la paura del “diverso” ogni giorno. In Italia forse non ha avuto la stessa presa, anche a giudicare dalle reazioni dei lettori sui molti forum in rete. Entrare nel meccanismo narrativo abbastanza da farsi prendere dall’intreccio è faticoso (i fan di Palahniuk d’altronde sanno che l’autore non è nuovo a stili narrativi alternativi, basti pensare alla forma del racconto orale utilizzata in Rabbia) ma certo fa parte del gioco. Occasione sprecata a mio parere è stato invece l’ultimo romanzo pubblicato in Italia, “Senza Veli”. Quasi un esercizio di stile, un prodotto autoreferenziale per tenere a bada i suoi lettori con uno stile ed una serie di twist ormai rodati e pertanto largamente prevedibili. Quelle che potevano essere trovate geniali vengono bruciate per sovraesposizione (esempio: la reiterata incisione dei segni del tempo sullo specchio con la punta di diamante), tanto da perdere significato. Le premesse di “Damned” lasciano sperare in un ritorno di un Palahniuk fresco ed in grande stile, in grado di imprimere la sua impronta personale all’ormai abusato canovaccio di “bambina che si ritrova intrappolata in un mondo fantastico popolato da creature bizzarre e cerca di uscirne” (per ulteriori approfondimenti si vedano Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carrol, Sarah dell’inesistente J. T. Leroy ed il più recente Lulù Delacroix di Isabella Santacroce). Ancora sconosciuta la data di uscita in Italia. Presto nuovi aggiornamenti.

UPDATE: "Damned" è stato pubblicato in Italia con il titolo di "Dannazione", per la collana Strade Blu Mondadori. Trovate la mia recensione cliccando qui.

5 commenti:

Enrico ha detto...

Concordo pienamente sulla decadenza degli ultimi tre romanzi. Per quanto originali, sembravano puntare fin troppo su elementi stilistici che non su un giusto bilancio stile-intreccio-tematiche, che li avrebbe potuti rendere interessanti (anche Diary non mi aveva entusiasmato). Però non sono d'accordo con chi decide di bollarlo come venduto, lasciandoselo scappare. Credo di non essere l'unico ad aver letto tutta l'opera di Palahniuk, che ancora mi dà fiducia nei suoi confronti. Val la pena di continuare a seguirlo, e spero bene per l'ultimo romanzo.

VELLUTONERO ha detto...

Venduto no, magari negli ultimi anni ha dormito sugli allori. Sto per terminare "Dannazione". Per quanto ci sia un aspetto del romanzo che non mi va giù (e per quanto debba ancora arrivare la prevedibile 'sorpresa finale' senza la quale non posso giudicare) è un libro che si legge bene, molto meglio degli ultimi. Cinismo graffiante in splendida forma e alcune trovate divertenti. Quasi più Moore che Palahniuk. Per fortuna non mancano le abituali istantanee al vetriolo.

Enrico ha detto...

Sì, venduto è un esagerazione, e non mi sembra il suo caso, l'originalità è il suo forte. Dal tuo commento, e mi pare che conosca bene l'autore, sembra promettere bene! Ora, non mi resta che leggerlo! Grazie mille per la recensione che hai fatto in questo post.

VELLUTONERO ha detto...

Grazie a te. Ho postato questa sera la recensione di "Dannazione". Quando vorrai condividere il tuo parere sul libro sei il benvenuto.

Enrico ha detto...

Quando leggerò il romanzo (e spero al più presto!) sicuramente leggerò la tua recensione e commenterò. Comunque mi piace il tuo blog, è interessante. E poi non è così tanto semplice trovare estimatori di Palahniuk in giro, o quantomeno, qualcuno che l'abbia seguito e che lo conosca bene. Anch'io scrivo recensioni per un sito, e ho recensito qualche libro anche di Palahniuk. Se vuoi dagli uno sguardo.
http://www.w2m.it/pub/archiviow4m.php?book=352
http://www.w2m.it/pub/archiviow4m.php?book=247
http://www.w2m.it/pub/archiviow4m.php?book=249